giovedì 30 gennaio 2014

Risposta del Governo sulla manutenzione degli impianti presso i C.M.P. di Poste Italiane



Partecipanti allo svolgimento/discussione :

RISPOSTA GOVERNO28/01/2014
  CATRICALA' ANTONIOVICE MINISTRO SVILUPPO ECONOMICO
 
REPLICA28/01/2014
  NARDUOLO GIULIAPARTITO DEMOCRATICO

Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Martedì 28 gennaio 2014
nell'allegato al bollettino in Commissione IX (Trasporti)
5-01450
  L'atto in esame attiene alle problematiche relative ai lavoratori delle Ditte incaricate dei servizi di manutenzione degli impianti presso i Centri di Meccanizzazione Postale (CMP).
  Al riguardo la società Poste Italiane ha rappresentato che nel maggio 2004, aveva espletato una gara avente ad oggetto i servizi di manutenzione e di assistenza tecnica degli impianti presenti presso i CMP, che veniva aggiudicata al Consorzio RTI Elsag S.p.A. – Finmek.
  Con il succitato Consorzio veniva stipulato, in data 23 maggio 2005, un contratto di appalto della durata di quattro anni, successivamente prorogato fino al 31 luglio 2012.
  A partire dal 2007 il servizio è stato assicurato con il coinvolgimento, in subappalto, principalmente delle imprese STAC Italia e Logos.
  In data 10 novembre 2011 veniva indetta, per tali servizi, una nuova gara, che era stata annullata a causa della non conformità ai requisiti tecnici richiesti dell'unica offerta, presentata da RTI Selex ES – Stac Italia – Logos.
  Il 28 dicembre 2013 Poste Italiane attivava una ulteriore procedura per i medesimi servizi di manutenzione, suddivisa in due lotti. A tale procedura di gara partecipavano il RTI Selex ES S.p.A. – PH Facility S.r.l. e il RTI Siemens S.p.A. – STAC Italia S.r.l., mentre la società LOGOS non aderiva.
  L'offerta economicamente più vantaggiosa veniva formulata dal Raggruppamento Selex ES S.p.A. – PH Facility che si aggiudicava entrambi i lotti. La società STAC Italia, che concorreva in RTI con Siemens S.p.A., presentava, pertanto, ricorso presso il TAR Lazio.
  La società Poste Italiane ha, inoltre, precisato che non potendo stipulare il nuovo contratto in pendenza del suddetto ricorso, aveva prorogato fino al 30 settembre 2013 il precedente contratto stipulato con Selex ES S.p.A. e relative ditte sub-appaltatrici STAC e Logos, al fine di garantire la continuità del servizio.
  Successivamente, essendosi concluso con esito favorevole per Poste Italiane la fase cautelare del predetto contenzioso dinanzi al TAR, si procedeva alla stipula del nuovo contratto con il RTI Selex ES S.p.A. – PH Facility.
  Detto Raggruppamento di imprese, dopo il mese di affiancamento all'impresa uscente, contrattualmente previsto, a partire dal 1onovembre 2013, assicura i servizi di manutenzione e di assistenza tecnica degli impianti presso i CMP.
  Poste italiane ha, inoltre, precisato che il capitolato relativo alla gara vinta dal RTI Selex – PH Facility prevedeva, nell'ambito del meccanismo dell'offerta economicamente più vantaggiosa, l'assegnazione di uno specifico punteggio tecnico alle imprese partecipanti che si impegnavano ad assumere e/o a mantenere in servizio quota parte del personale già operante.
  La Società ha reso noto che, al momento dell'individuazione e assegnazione dei siti presso i quali svolgere i servizi di manutenzione e assistenza tecnica, si è dovuto tenere conto dei vincoli organizzativi e delle modifiche previste dal complessivo piano di riassetto delle rete logistica dei Servizi Postali, di cui al recente accordo del 28 febbraio 2013, che ha ridimensionato il numero degli stabilimenti e degli impianti di smistamento e, di conseguenza, delle relative attività.
  L'avvicendamento nel citato contratto di manutenzione – avvenuto, si ripete, lo scorso 1onovembre – ha determinato l'avvio di una vertenza sindacale per il mantenimento dei livelli occupazionali del personale delle ditte uscenti (STAC Italia Srl e Logos SpA), caratterizzata da azioni di protesta che hanno determinato riduzioni e ritardi degli interventi di assistenza programmata e manutenzione negli stabilimenti, nonché abbandono del posto di lavoro da parte del personale tecnico di turno negli impianti dei CMP.
  In particolare, le organizzazioni sindacali di riferimento (FIM-CISL e FIOM-CGIL) hanno proclamato tre giornate di sciopero dei lavoratori (15-16 settembre per complessive 24 ore e 13-15 ottobre per complessive 48 ore). Le citate azioni di protesta hanno prodotto, a partire dal mese di ottobre 2013, alcune criticità e rallentamenti nelle lavorazioni di smistamento presso alcuni CMP, comunque tempestivamente fronteggiate dall'Azienda.
  A partire dallo scorso mese di settembre, risulta che la società PH Facility abbia avviato un tavolo di confronto con le parti sociali di riferimento, per poter raggiungere un accordo complessivo, riguardante soprattutto i passaggi di risorse da realizzare al momento del subentro.
  Tale confronto è proseguito nel mese di ottobre 2013, senza giungere ad una soluzione condivisa tra le parti.
  In occasione della riunione tenutasi lo scorso novembre presso il Ministero dello Sviluppo Economico, la società Poste Italiane ha evidenziato che, a seguito dell'Intesa del 28 febbraio 2013 riguardante la riorganizzazione del servizio di recapito, sono emersi complessivamente circa 6.000 esuberi, dei quali circa 1400 presso i CMP e pertanto non trovano giustificazione le richieste di inserimento di nuovo personale nell'ambito di quelle realtà operative. In ogni caso l'Azienda ha garantito la massima attenzione nei confronti del personale in eccedenza, ribadendo che la citata riorganizzazione non comporterà alcun licenziamento.
  Il Ministero dello sviluppo economico sta attentamente monitorando la vicenda, proprio al fine di favorire la ricerca di una soluzione positiva per i lavoratori coinvolti. La trattativa è ancora in corso e a seguito dell'ultimo incontro tenutosi nel corrente mese di gennaio, le organizzazioni sindacali si sono riservate di fare ulteriori passaggi con i lavoratori. La prossima riunione di verifica è prevista per la fine della settimana.
  Il confronto avviato tra Ph Facility e le parti coinvolte è tutt'ora in corso al Ministero. Nell'incontro svolto lo scorso 22 gennaio 2014 è stata prospettata una ipotesi generale di accordo che le organizzazioni sindacali stanno verificando con i loro rappresentati. È previsto un incontro conclusivo entro il 31 gennaio 2014.
  Va richiamato, infine, che la Società Poste Italiane non ha ritenuto di partecipare al tavolo di confronto convocato presso il MiSE e si è riservata di valutare il contenuto della intesa per decidere la eventuale sottoscrizione.

giovedì 23 gennaio 2014

Interrogazione al Senato sulla privatizzazione di Poste Italiane



ATTO SENATO

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00656

Dati di presentazione dell'atto

Legislatura : 17
Seduta di annuncio : 170 del 21/01/2014

Firmatari:

Primo firmatario: LANZILLOTTA LINDA
Gruppo: SCELTA CIVICA PER L'ITALIA
Data firma: 21/01/2014
 
CofirmatarioGruppoData firma
DELLA VEDOVA BENEDETTOSCELTA CIVICA PER L'ITALIA21/01/2014

Destinatari:

Ministero destinatario :
  PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Attuale delegato a rispondere e data delega :
  PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 21/01/2014

TESTO ATTO

Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-00656
presentata da
LINDA LANZILLOTTA
martedì 21 gennaio 2014, seduta n.170
LANZILLOTTA, DELLA VEDOVA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico - Premesso che:
il decreto-legge 31 ottobre 2013, n. 126, recante "Misure finanziarie urgenti in favore di regioni ed enti locali ed interventi localizzati nel territorio", prevedeva all'articolo 2, commi 12, 13 e 14, la riattivazione del Comitato permanente di consulenza globale e di garanzia per le privatizzazioni di cui alla direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 15 ottobre 1993; in particolare il comma 14 prevedeva il rinnovo della composizione del Comitato con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell'economia e delle finanze;
il 26 novembre 2013, in virtù di tali disposizioni, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze sono stati nominati i nuovi componenti del Comitato;
il decreto-legge 31 ottobre 2013, n. 126, è stato ritirato dal Governo a causa dell'eccessiva eterogeneità delle disposizioni introdotte nel corso dell'esame parlamentare;
successivamente è stato approvato il decreto-legge 30 dicembre 2013, n. 151, che ha ripreso le norme più importanti contenute nel decreto-legge 31 ottobre 2013, n. 126, ma non le disposizioni relative al Comitato permanente di cui sopra;
quand'anche con successiva disposizione si intendesse sanare gli effetti del decreto-legge non convertito, tale sanatoria potrebbe riguardare solo la permanenza del Comitato e gli atti da esso adottati limitatamente al periodo di vigenza del decreto-legge 31 ottobre 2013, n. 126;
considerato che:
la stampa ha riferito di una riunione del Comitato, successiva alla cessazione degli effetti del decreto ritirato, dedicata a Poste italiane SpA;
tale processo di privatizzazione interverrebbe prima che siano state ridefinite le condizioni di vantaggio monopolistico di cui attualmente Poste italiane SpA è titolare, come peraltro più volte segnalato dall'Autorità garante per la concorrenza e il mercato;
la decisione di privatizzare Poste Italiane SpA nella sua attuale forma di conglomerata, ovvero di separare il ramo postale da quello banco-assicurativo, avrà effetti duraturi sia sui mercati postali sia su quelli finanziari, e merita pertanto una giustificazione esplicita e pubblica,
si chiede di sapere:
a quale titolo attualmente operi il Comitato;
come il Governo intenda evitare che una rendita monopolistica sia trasferita ad eventuali soci privati;
come il Governo intenda realizzare l'obiettivo di favorire l'azionariato dei lavoratori evitando che esso si traduca in una mera rappresentanza sindacale negli organi di gestione, ma si sostanzia nell'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'andamento e gestione dell'azienda.

(3-00656)

Interpellanza urgente alla Camera sui Centri di Meccanizzazione Postali di Poste Italiane



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-00379
presentato da
NARDUOLO Giulia
testo di
Martedì 21 gennaio 2014, seduta n. 156
  I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dello sviluppo economico, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, per sapere – premesso che:
   il servizio postale universale gestito da Posteitaliane è organizzato in Centri di meccanizzazione postale che assolvono alla funzione fondamentale di smistamento della posta da distribuire ai cittadini;
   nello specifico sono presenti in Italia 19 centri di meccanizzazione postale (CMP) così distribuiti sul territorio nazionale: tre in Lombardia (Brescia, due a Milano), uno in Piemonte (Torino Romoli), uno in Liguria (Genova), tre in Veneto (Venezia, Verona e Padova), uno in Emilia Romagna (Bologna), uno in Toscana (Firenze), uno nelle Marche (Ancona), uno nel Lazio (Roma), uno in Abruzzo (Pescara), uno in Sardegna (Cagliari), uno in Campania (Napoli), uno in Calabria (Lamezia Terme), uno in Puglia (Bari), due in Sicilia (Palermo e Catania);
   i CMP sono suddivisi in due sezioni principali: il transito e lo smistamento. Nella sezione transito confluiscono i mezzi di trasporto per la corrispondenza in arrivo e partono i mezzi per la corrispondenza in uscita; nella sezione smistamento si lavora la posta in arrivo e in partenza proveniente dal transito;
   la corrispondenza meccanizzabile (il maggiore quantitativo della corrispondenza complessivamente lavorata) viene smistata attraverso l'utilizzo di impianti meccanizzati di particolare complessità, rispetto ai quali emerge immediatamente la delicatezza e l'importanza delle necessarie operazioni di manutenzione;
   alla fine degli anni ’70 Poste italiane ha esternalizzato il servizio di manutenzione degli impianti di smistamento dei CMP, attraverso l'affidamento dello stesso alla ditta Elsag del gruppo Finmeccanica (oggi confluita nella Selex ES, a partecipazione statale);
   dall'ottobre 2007 la ditta Elsag ha subappaltato il servizio di manutenzione alla Stac Italia srl per il centro-nord e alla Logos spa per il centro-sud e le isole, e a seguito di un accordo ministeriale tali ditte si erano impegnate ad assorbire il personale già presente, che contava complessivamente in 263 tecnici altamente professionalizzati;
   nel dicembre 2012 Poste italiane ha bandito una nuova gara d'appalto per il servizio di manutenzione, termine ultimo per la presentazione delle offerte marzo 2013. Nel giugno 2013, tra le due ATI che avevano partecipato alla gara, Selex ES/PH Facility e Siemens/Stac Italia, è risultata aggiudicataria la Selex ES/PH Facility, grazie al forte sconto applicato all'offerta. Stac si è appellata subito al TAR del Lazio che ha rigettato il ricorso e a settembre Poste italiane ha assegnato definitivamente l'appalto, in partenza il 1 novembre 2013, a Selex e PH Facility;
   si è appreso da fonti sindacali come fin da metà gennaio 2013, a pochi mesi dalla scadenza del contratto e ben prima che la gara fosse assegnata, il personale di Selex aveva comunicato ai lavoratori di Stac e Logos che sarebbe subentrata una nuova azienda nel subappalto (la PH Facility) e che per poter continuare a lavorare avrebbero dovuto rassegnare le dimissioni ed iscriversi alle liste delle agenzie interinali, per poi essere successivamente assunti dalla nuova azienda. L'operazione non è stata portata a termine grazie all'intervento delle organizzazioni sindacali e il subappalto alle ditte detentrici è proseguito regolarmente fino alla naturale scadenza;
   PH Facility è un'azienda operante nel campo dell'igiene e sanificazione e nel proprio sito aziendale riporta espressamente quanto segue: «Abbiamo affrontato il delicato settore delle manutenzioni specialistiche dei sistemi di automazione postale grazie alla straordinaria forza tecnologica di Selex ES, che ha progettato sistemi, aggiudicandoci insieme la gara indetta da Posteitaliane». Si presume, a tal proposito, che la forza tecnologica di Selex ES annoveri anche la professionalità acquisita nel corso degli anni dai 263 tecnici specializzati;
   per poter garantire la continuità del servizio, PH Facility ha necessità di assumere personale delle ditte che l'hanno preceduta, perché nel campo della manutenzione tecnica non ha esperienza alcuna. Procede, in tal senso, alla proposta di assunzione di circa 170 dei 263 tecnici – dipendenti di Stac e Logos – adibiti alla manutenzione degli impianti dei CMP, non garantendo tuttavia i precedenti livelli occupativi e con la previsione di una serie di clàusole peggiorative rispetto alle precedenti condizioni contrattuali dei lavoratori, come l'applicazione del contratto multiservizi in luogo di quello metalmeccanico ed il mancato riconoscimento dell'anzianità di servizio;
   una minoranza dei lavoratori Stac e Logos (70) ha accettato le nuove condizioni contrattuali peggiorative, anche su pressione da parte di PH Facility (come si legge nel comunicato sindacale del 6 novembre 2013 della FIOM); tuttavia la maggior parte dei dipendenti ha ritenuto non dignitose le nuove condizioni proposte ed ha iniziato una protesta che ad oggi risulta ancora attiva con presidi agli ingressi dei CMP;
   a novembre 2013, fonti giornalistiche e sindacali cominciano a riferire di numerosi e diffusi disservizi derivanti dalla giacenza di tonnellate di posta nei vari Centri di meccanizzazione italiani (si parla di circa 1200 tonnellate su tutto il territorio nazionale). Disservizi direttamente imputabili alle carenze relative al servizio di manutenzione all'indomani dell'avvicendamento delle aziende di cui si tratta. Diverse sono anche le segnalazioni di ritardi nelle consegne arrivate direttamente aPoste italiane che ha risposto, anche a mezzo tv e stampa, che tutto procede secondo gli standard di servizio e che i controlli di qualità, effettuati secondo la norma, lo confermano. Ciononostante, in rete è disponibile, fra le altre cose, un filmato che spiega come il personale di Poste possa intercettare le lettere (chiamate «lettere civetta») dando loro un canale preferenziale e falsando così i dati relativi alla qualità del servizio;
   il sindaco di Angri (provincia di Salerno) all'inizio del mese di gennaio 2014 ha presentato un esposto alla procura della Repubblica in relazione ai fatti sopra esposti ed altri utenti hanno intenzione di seguire lo stesso esempio;
   Poste italiane, al fine di superare lo stallo dovuto allo stato di agitazione di un gran numero di tecnici, ha provveduto a dividere la corrispondenza tra diversi CMP. Per esempio, per tutto il mese di novembre, la posta del CMP di Roma è stata lavorata nei centri di Napoli e Bologna. Lo stesso si è verificato a Firenze, che ha trasferito la propria corrispondenza ai CMP di Padova e Verona. La situazione, ad oggi, risulta essere la seguente: impianti che lavorano «a singhiozzo», macchine ferme, una grande quantità di corrispondenza in giacenza e non ancora smaltita;
   appare evidente che PH Facility sia subentrata nei centri di meccanizzazione postale con personale insufficiente per garantire il servizio, nonostante Selex ES abbia inviato nei vari centri proprio personale per coprire le carenze organizzative di PH Facility, e la stessa PH abbia assunto personale proveniente da agenzie interinali, privo della adeguata formazione, e aumentato esponenzialmente il ricorso allo straordinario, mettendo in discussione i livelli minimi di sicurezza di fasi di lavoro svolte attraverso il meccanismo della turnazione;
   il 12 Novembre 2013 si è svolto un incontro al Ministero dello sviluppo economico, presenti le segreterie nazionali di FIM, FIOM, UILM e la direzione aziendale di Selex ES, per ricercare delle soluzioni alla gestione del servizio di manutenzione all'interno dei CMP, ma le posizioni delle parti sono risultate distanti;
   il 9 gennaio 2014 si è tenuto un secondo incontro al Ministero, anche questo concluso con un nulla di fatto, e al quale non si sono presentatiPoste Italiane e PH Facility;
   i problemi e le carenze fin qui evidenziati riguardano molteplici aspetti: relativamente al personale, sia perché viene meno la garanzia di adeguati standard di sicurezza sul posto di lavoro, sia perché gli interventi richiesti ai tecnici sono diminuiti in termini di quantità e di efficacia; relativamente al servizio postale universale, così come rappresentato anche dalla Carta della qualità di Poste italiane; relativamente all'utenza, che con grave danno si vede recapitare la posta con molti giorni di ritardo. Tali disagi, se connessi ad attività commerciali, sono ancora più dannosi, dato che, ad esempio, chi riceve in ritardo la corrispondenza inerente fatturazioni deve pagarne la relativa mora, essendo infatti difficile dimostrazione il preciso momento di consegna della corrispondenza medesima –:
   se i Ministri interessati siano a conoscenza dell'intera situazione;
   quali iniziative intendano assumere per attuare tutte le procedure necessarie al fine di fare luce sui fatti sopra descritti, in particolare verificando per quanto di competenza che gli standard di qualità del servizio postale universale corrispondano a quanto previsto dalla normativa di legge in tema di servizi pubblici e siano rispettosi della Carta della qualità del servizio postale universale;
   quali iniziative si intendano assumere affinché il tavolo di confronto con Poste italiane, Selex ES, PH Facility, Logos, Stac e le organizzazioni sindacali, possa finalmente portare ad un protocollo d'intesa che salvaguardi tutte le unità lavorative del servizio di manutenzione dei centri meccanizzati postali, valutando la possibile riallocazione presso Poste italiane del personale considerato eccedente, ferma restando la verifica che il personale applicato alla manutenzione sia effettivamente in possesso dei requisiti necessari a svolgere con professionalità l'attività richiesta, e non risultino mere unità atte solo a garantire un numero minimo di personale occupato.
(2-00379) «NarduoloMuraPalmaPaolucci,MoscattMorettoPastorinoMognatoMarrocu,PesGiovanna SannaCaniVentricelliD'Arienzo,MauriPastorelliMattielloGregoriRibaudo,GalpertiMiccoliDal MoroMarchiScuvera,GinatoLenziBerlinghieriGaddaRigoniVeriniLa MarcaLotti».

sabato 18 gennaio 2014

Poste Italiane: Bonanni, destinare a dipendenti quota superiore a 5%


ROMA (MF-DJ)--"Va nella direzione che auspichiamo, e' quello che chiediamo". Cosi' il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, commenta le indiscrezioni sulla quotazione in Borsa del 30-40% di Poste Italiane. In merito alla possibile quota del 5% da destinare ai dipendenti, Bonanni spiega che "noi chiediamo anche che la quota" riservata a titolo gratuito ai dipendenti "sia piu' elevata" rispetto al 5% di cui parlano le indiscrezioni, "deve essere almeno come in Gran Bretagna, dove si e' permesso ai lavoratori delle Poste di avere il 10% delle azioni", spiega il segretario della Cisl. Per Bonanni e' necessario che i dipendenti di Poste Italiane "possano gestire la loro quota azionaria in modo collettivo, cosi' da avere un potere dei lavoratori piu' definito". In ogni caso un'operazione simile per il leader della Cisl rappresenta "un avanzamento culturale, sindacale e politico molto forte per un'azienda che ha 130 mila dipendenti circa e che ha ruolo strategico nei servizi e nell'economia italiana".

corriere della sera.it
16 gennaio 2014

Case delle Poste Italiane occupate abusivamente. 200 appartamenti gratis a Secondigliano. E’ scandalo



A cura di Piero Bonito Oliva
Acquistare una casa costa troppo. Pagare il fitto è un salasso mensile che pochi vogliono subire. Come mettere un tetto sulla testa? Per qualcuno a Napoli la risposta è semplice: occuparla abusivamente a danno altrui. E’ il caso del parco Le Rose, una struttura interamente di proprietà delle Poste Italiane tra Piscinola e Secondigliano, a due passi dalle Vele di Scampia. E’ composta da 441 appartamenti suddivisi in 18 palazzine, di cui due torri da 11 piani e le restanti da 4 e 6 ciascuno. Una colonia immobiliare che la società di servizi postali assegnò tra gli anni ’80 e ’90 ai dipendenti napoletani con uno scopo ben preciso: esclusivo uso abitativo. Pagando un fitto a prezzo molto accessibile, all’epoca 500mila lire al mese, l’impiegato si assicurava quattro mura per vivere con la propria famiglia. Molti degli assegnatari però non avendo questa esigenza, pensarono di sub-affittarla (a nero) per lucrare sull’immobile ed avere così un ulteriore introito. Procedura ovviamente irregolare, ma soprattutto infruttuosa a lungo termine perché molti inquilini abusivi, rendendosi conto della situazione, decisero di interrompere il pagamento del fitto e trasformarsi in occupanti senza alcun titolo. Insomma, perché pagare se posso ottenere gratis lo stesso risultato? Una beffa per gli assegnatari, ‘truffati’ dalla loro stessa truffa. Le cose peggiorarono drasticamente quando gli stessi decisero di segnalare alle Poste Italiane l’occupazione abusiva degli immobili: “L’avete sub-affittata, è una procedura irregolare.  Vi ritiriamo la disponibilità dell’appartamento”, fu la risposta. Oggi circa 200 case (quasi il 50% del totale) del Parco le Rose a Piscinola sono occupate da intere famiglie che vivono a titolo gratuito, senza spese condominiali di nessuna sorta. C’è chi tra gli occupanti ha visto addirittura un’opportunità di ulteriore profitto, vendendo per 20mila euro la propria residenza ad altri abusivi. Poste italiane sperpera 600mila euro all’anno per il complesso residenziale che a bilancio costa 1milione e duecento mila euro ogni 12 mesi. I proprietari onesti (quelli che riscattarono gli appartamenti alla modica cifra di 50mila euro) continuano a pagare 100 euro al mese di condominio mentre gli altri (quelli abusivi) godono degli stessi servizi senza spendere un euro. Le Poste Italiane che, a quanto pare sarebbero state più volte sollecitate ad intervenire, misteriosamente non sembrano interessate a prendere provvedimenti. “E io pago”, avrebbe detto Totò.
retenews24
18 gennaio 2014

venerdì 17 gennaio 2014

Poste Italiane, via libera alla privatizzazione


Il 40% andrà sul mercato entro l’anno ma una quota gratuita del 5% sarà riservata ai dipendenti. Buona la reazione della Borsa di Milano

Niente “operazione spezzatino”: nella sua seconda riunione il Comitato permanente per le privatizzazioni ha di fatto dato il via libera alla privatizzazione delle Poste Italiane che andrà interamente sul mercato entro l’anno (quota massima del 40%). Come anticipato dalle indiscrezioni dei giorni scorsi, sarebbe prevista una quota gratuita, pari al 5%, riservata ai dipendenti il cui numero ammonta a 140 mila unità: una scelta che si ispira alla recente esperienza inglese di Royal Mail. Buona la reazione della Borsa di Milano: ieri l’indice Ftse Mib ha registrato un +1,6% tornando, dopo due anni e mezzo, sopra i 20 punti.
La stima è che, se la quotazione di Poste salisse a 13-14mld di euro, il Tesoro potrebbe incassare tra i 4,5/5mld di euro, nel cui computo non rientra il 5% destinato ai dipendenti.
BusinessPeople
16 gennaio 2014
di Francesca D'Angelo

Risposta del Sottosegretario del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sull’interrogazione a risposta in Commissione che riguarda la richiesta di trasferimento da Monza a Foggia di una dipendente delle Poste Italiane, ai sensi dell’art.3 comma 5 della legge 104/92.



ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01662

Dati di presentazione dell'atto

Legislatura : 17
Seduta di annuncio : 132 del 05/12/2013

EX :

Precedente numero assegnato 4/02292

Firmatari:

Primo firmatario: CATALANO IVAN
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 05/12/2013
 
CofirmatarioGruppoData firma
PARENTELA PAOLOMOVIMENTO 5 STELLE05/12/2013
TERZONI PATRIZIAMOVIMENTO 5 STELLE05/12/2013
DE LORENZIS DIEGOMOVIMENTO 5 STELLE05/12/2013

Commissione assegnataria:

Commissione XI COMMISSIONE (LAVORO PUBBLICO E PRIVATO)

Destinatari:

Ministero destinatario :
  MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
Attuale delegato a rispondere e data delega :
  MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI 05/12/2013

Partecipanti allo svolgimento/discussione :

RISPOSTA GOVERNO15/01/2014
  DELL'ARINGA CARLOSOTTOSEGRETARIO DI STATO LAVORO E POLITICHE SOCIALI
 
REPLICA15/01/2014
  CATALANO IVANMOVIMENTO 5 STELLE

Fasi iter :

MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 05/12/2013
DISCUSSIONE IL 15/01/2014
SVOLTO IL 15/01/2014
CONCLUSO IL 15/01/2014

TESTO ATTO

Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-01662
presentato da
CATALANO Ivan
testo di
Giovedì 5 dicembre 2013, seduta n. 132
 CATALANOPARENTELATERZONI e DE LORENZIS. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:
   il 23 marzo 2009, a seguito di accordo sindacale del 13 gennaio 2009, punto 2, la signora M.F. è stata assunta a tempo indeterminato in Poste spa con mansioni di portalettere e luogo di lavoro Monza;
   suo figlio, P.P. dell'età di 7 anni, residente a Foggia, è portatore di handicap ai sensi dell'articolo 3, comma 1, della legge n. 104 del 1992;
   le condizioni del bambino sono ampiamente documentate da verbale Asl/FG ai sensi della legge n. 104 del 1992, verbale commissione medica per l'invalidità, e certificazione medico-specialistica, e notificate all'azienda;
   diversi verbali medici attestano che la presenza costante e duratura della figura materna è fondamentale per il trattamento psicoeducativo;
   la signora ha usufruito del diritto di aspettativa senza retribuzione ai sensi dell'articolo 37 del contratto collettivo nazionale del lavoro (C.C.N.L.) dal 10 febbraio 2010 al 9 maggio 2010; dal 10 novembre 2010 al 9 febbraio 2011; dal 29 giugno 2011 al 28 settembre 2011; dal 3 ottobre 2011 al 2 aprile 2012 e dal 21 maggio 2012 al 20 febbraio 2013;
   l'azienda unità sanitaria locale di San Severo, con verbale del 24 gennaio 2011, considerato che la lontananza della madre dal comune di residenza non si concilia con i bisogni del bambino, attesta che sarebbe opportuno che la serenità del figlio riscontrata durante il periodo di aspettativa, «non dovrebbe essere interrotta ulteriormente, al fine di evitare sintomatologia più marcata»;
   già nel 2009, la signora M.F. ha richiesto all'azienda il trasferimento temporaneo per motivi di famiglia ai sensi dell'articolo 33 comma 5, della legge 104 del 1992;
   il 13 febbraio 2012 ha richiesto di essere applicata, anche provvisoriamente, a proprie spese e con le stesse mansioni, presso CPD/CSD/PDD della provincia di Foggia, facendo riferimento alla sede più vicina al domicilio della persona da assistere (Apricena);
   sono stati inviati solleciti il 23 ottobre 2012 e il 28 gennaio 2013;
   l'11 aprile 2013 la signora ha richiesto, per i problemi familiari e a decorrere dal 1o maggio 2013, per un periodo di 2 anni, la trasformazione del proprio rapporto di lavoro da full time in part-timecon tipologia verticale con mesi e orario di lavoro da novembre ad aprile dalle ore 7,30-15.00, dal lunedì al venerdì e mesi non lavorativi da maggio a ottobre 2013;
   Poste, con lettera del 22 aprile 2013, non ha accolto la richiesta «per motivi tecnici ed organizzativi», e ha ribadito l'impossibilità di accettazione della richiesta in seguito alla richiesta di riesame della domanda presentata dalla signora il 21 maggio 2013;
   la tutela dei soggetti portatori di handicap,ratio della legge, giustifica la deroga al normale svolgimento della prestazione lavorativa ed ai criteri ordinari che disciplinano i trasferimenti della categoria di personale di appartenenza;
   non è accettabile che l'azienda abbia inizialmente respinto le reiterate richieste della signora di un periodo di aspettativa, riconosciutole per diritto, «per motivi tecnici ed organizzativi»;
   l'indisponibilità al trasferimento mostrato dall'azienda ad avviso degli interroganti nega un preciso diritto al lavoratore e danneggia ulteriormente una situazione familiare già delicata;
   il servizio rapporti con la società civile del segretariato generale della presidenza della Repubblica ha inviato alla signora una missiva in cui ha dichiarato di aver richiamato l'attenzione di Poste spa sulla questione –:
   se si intenda intervenire presso Poste spa per sollecitarla ad una maggiore sensibilità per le problematiche su esposte. (5-01662)

RISPOSTA ATTO

Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 15 gennaio 2014
nell'allegato al bollettino in Commissione XI (Lavoro)
5-01662

  Passo ad illustrare l'interrogazione dell'onorevole Catalano concernente il diniego di Poste Italiane all'istanza di trasferimento e alla trasformazione del contratto di lavoro da full time part time di una dipendente, madre di un bambino disabile exarticolo 3, comma 1, della legge n. 104 del 1992.
  Preliminarmente occorre ricordare che l'interpretazione ormai prevalente e consolidata, anche in via giurisprudenziale, evidenzia che le agevolazioni associate alla legge n. 104 del 1992 sono assicurate soltanto se si tratta di persona in situazione di handicap grave come definita dal comma 3 dell'articolo 3, ovvero «qualora la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l'autonomia personale, correlata all'età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione».
  In ogni caso, secondo gli orientamenti interpretativi prevalenti, la richiesta di trasferimento nella sede di lavoro più vicina alla persona da assistere è subordinata alle necessità tecnico organizzative del datore di lavoro.
  Nel caso richiamato dall'onorevole interrogante, Poste Italiane S.p.A. rappresentato che, in considerazione dell'elevato numero di domande di mobilità territoriale presentate (circa 6.000 nel solo anno 2013), nel 2010 è stato sottoscritto un Accordo sindacale, recentemente rinnovato, che stabilisce – da un lato – i requisiti necessari per poter presentare una richiesta di trasferimento e – dall'altro – i requisiti in base ai quali il singolo lavoratore matura un punteggio e viene collocato in un'apposita graduatoria nazionale di priorità.
  In base alle esigenze aziendali di corretta distribuzione delle risorse umane sul territorio, vengono attivate singole graduatorie distinte per ruolo professionale e per provincia di destinazione.
  La Società ha fatto sapere che la dipendente in questione, portalettere a Monza, occupa la decima posizione della graduatoria di riferimento, allo stato non attivata in quanto non è emerso alcun fabbisogno di personale nelle sedi richieste dall'interessata, e che la patologia sofferta dal figlio non rientra tra quelle di particolare gravità indicate dall'articolo 41 del CCNL che, secondo quanto previsto dall'Accordo sindacale richiamato, ammettono il trasferimento a prescindere dalle graduatorie.
  Con specifico riguardo ai periodi di aspettativa richiesti dalla dipendente ai sensi dell'articolo 35 del CCNL, Poste Italiane ha evidenziato che alla medesima lavoratrice sono stati concessi, a partire dal 2010, periodi di aspettativa per la durata massima contrattualmente prevista di due anni nell'arco della vita lavorativa.
  Con riferimento alla richiesta di trasformazione del contratto di lavoro da full time a part time, la Società – nel precisare che al momento l'esigenza di assicurare il servizio di recapito nel territorio di Monza non permette di dare positivo riscontro alla richiesta della dipendente – ha dichiarato che, cito testualmente, «si sta adoperando affinché si realizzino le condizioni organizzative necessarie per venire incontro all'esigenza dell'interessata».
  In conclusione, pur tenendo in adeguata considerazione le esigenze organizzative e della produzione rappresentate da Poste Italiane, auspico che, conformemente alle pertinenti disposizioni di legge, si riconosca sempre priorità all'esigenza di tutela dei minori con disabilità e dei parenti che li assistono.
  Il Ministero che rappresento continuerà ad impegnarsi perché questi principi e queste finalità trovino in futuro sempre maggiore attuazione.

Interrogazione alla Camera sulla tutela dei dipendenti di Poste Italiane portatori di handicap - Legge 104/1992



ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03182

Dati di presentazione dell'atto

Legislatura : 17
Seduta di annuncio : 153 del 16/01/2014

Firmatari:

Primo firmatario: CATALANO IVAN
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 16/01/2014
 
CofirmatarioGruppoData firma
BIANCHI NICOLAMOVIMENTO 5 STELLE16/01/2014
MANNINO CLAUDIAMOVIMENTO 5 STELLE16/01/2014

Destinatari:

Ministero destinatario :
  MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
Attuale delegato a rispondere e data delega :
  MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI 16/01/2014

TESTO ATTO

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-03182
presentato da
CATALANO Ivan
testo di
Giovedì 16 gennaio 2014, seduta n. 153

  CATALANONICOLA BIANCHI e MANNINO. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:
   la signora E.C. residente a Trani, è stata assunta in Poste Italiane (Postel) presso l'Aera sud 1 UP CORATO C., per il periodo 2 ottobre 2006 – 31 ottobre 2006, con contratto di lavoro a tempo determinato, con qualifica di impiegato e con inquadramento nel Livello D di cui al vigente sistema di classificazione professionale per il personale di Poste italiane spa, per lo svolgimento di attività di addetto alla sportelleria;
   successivamente è stata assunta con contratto di lavoro a tempo determinato, a tempo parziale, di tipo verticale pari al 75 per cento dell'orario contrattuale per il periodo 11 luglio 2007 – 29 settembre 2007, con qualifica di impiegato nel livello D, nel ruolo di sportellista presso l'Area Sud 1 UP BARLETTA 3;
   in seguito a diversi tentativi di ottenere la possibilità di svolgere il telelavoro, ha presentato, il 5 settembre 2010, domanda di trasferimento nella presso la filiale di Bari per gravi motivi familiari;
   la necessità di trasferimento è motivata dalle condizioni di salute di suo padre che, come risulta da referto medico del 17 settembre 2010, necessita di assistenza perché invalido, e di sua figlia che, come risulta da referto medico con medesima data, risulta affetta, a causa della lontananza dalla madre, unico genitore, da bulimia;
   il disagio su esposto ha arrecato problemi di salute alla stessa signora che, per il periodo 18 ottobre 2012 – 10 novembre 2012, è stata ricoverata presso la casa di cura psichiatrica Villa Serena;
   la tutela dei soggetti portatori di handicap giustifica, ai sensi della legge n. 104 del 1992, deroga al normale svolgimento della prestazione lavorativa ed ai criteri ordinari che disciplinano i trasferimenti della categoria di personale di appartenenza;
   l'indisponibilità al trasferimento nega un preciso diritto al lavoratore e danneggia ulteriormente una situazione familiare già delicata;
   risulterebbe all'interrogante che in Postel non esisterebbe una graduatoria per la mobilità –:
   se non intenda intervenire per favorire, nei limiti di competenza una maggiore sensibilità per le problematiche su esposte, presso imprese, come Poste italiane spa, a totale partecipazione pubblica. (4-03182)

Interrogazione alla Camera sulla manutenzione dei CMP di Poste Italiane



ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03185

Dati di presentazione dell'atto

Legislatura : 17
Seduta di annuncio : 153 del 16/01/2014

Firmatari:

Primo firmatario: DELL'ORCO MICHELE
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 16/01/2014
 
CofirmatarioGruppoData firma
LOMBARDI ROBERTAMOVIMENTO 5 STELLE16/01/2014
BIANCHI NICOLAMOVIMENTO 5 STELLE16/01/2014
CATALANO IVANMOVIMENTO 5 STELLE16/01/2014
DE LORENZIS DIEGOMOVIMENTO 5 STELLE16/01/2014
IANNUZZI CRISTIANMOVIMENTO 5 STELLE16/01/2014
LIUZZI MIRELLAMOVIMENTO 5 STELLE16/01/2014
ROMANO PAOLO NICOLO'MOVIMENTO 5 STELLE16/01/2014
SPESSOTTO ARIANNAMOVIMENTO 5 STELLE16/01/2014

Destinatari:

Ministero destinatario :
  MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
  MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
Attuale delegato a rispondere e data delega :
  MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO 16/01/2014

TESTO ATTO

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-03185
presentato da
DELL'ORCO Michele
testo di
Giovedì 16 gennaio 2014, seduta n. 153

  DELL'ORCOLOMBARDINICOLA BIANCHI,CATALANODE LORENZISCRISTIAN IANNUZZI,LIUZZIPAOLO NICOLÒ ROMANO e SPESSOTTO. —Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:
   i Centri di meccanizzazione postale (CMP), sono i luoghi presso i quali transitano e vengono smistati grandi quantitativi di corrispondenza da parte di Poste Italiane, tali centri risultano pertanto nevralgici e cruciali al fine dello svolgimento delle funzioni da parte di Poste Italiane;
   fino al novembre 2013, l'indispensabile assistenza e manutenzione dei macchinari, costruiti dalla SELEX ES S.p.A., a servizio dei CMP era a carico di STAC ITALIA e LOGOS con circa 270 lavoratori forti di un'esperienza trentennale;
   poste italiane in data 1o ottobre 2013 appalta a RTI SELEX ES Spa – PH FACILITY SRL il servizio di manutenzione e assistenza tecnica delle linee per lo smistamento della corrispondenza e delle attrezzature a supporto, servizio che fino ad allora la SELEX ES Spa subappaltava a STAC ITALIA e LOGOS;
   a un mese dalla scadenza del bando di gara SELEX ES Spa disdice unilateralmente, con effetto immediato, gli appalti assegnati a STAC ITALIA e LOGOS, società in subappalto, senza prevedere alcuna tutela per i circa 270 tecnici e operai occupati nei vari centri;
   PH FACILITY SRL non ha alcuna esperienza nel settore che, bensì risulta essere una consolidata azienda da mille dipendenti, ma in tutt'altro ramo, quello delle pulizie. Tra i suoi clienti vanta il ministero della giustizia e i monopoli di Stato, l'università di Genova e Finmeccanica;
   da notizie sindacali risulterebbe non essere intenzione di PH FACILITY SRL assorbire i circa 270 lavoratori, ma probabilmente solamente il 60 per cento-70 per cento e non con le attuale condizioni contrattuali (contratto metalmeccanico) ma part-time e con contratti multiservizio, il tutto mentre nel giugno 2013 la UILM in una nota stampa a seguito di un tavolo d'incontro dichiarava: «La UILM giudica positivo questo primo incontro, PH Facility ha fatto intendere di essere un'azienda seria con capacità imprenditoriali e di sostenibilità finanziaria, di questi tempi una garanzia»;
   la scelta di Poste Italiane di appaltare la manutenzione e l'assistenza tecnica della parte «cardine» del proprio sistema tecnologico ad un'azienda che, non solo è priva di esperienza nel settore, ma si è dimostrata incapace di gestire in maniera efficace i CMP causando, soltanto a Roma Fiumicino, 200 tonnellate di posta in giacenza e circa 1.200 tonnellate su tutto il territorio nazionale, generando ritardi nelle consegne in tutta Italia, proprio sotto il periodo natalizio, quando è presente un quantitativo maggiore di lettere e pacchi, non solo di doni ma anche di bollettini per il pagamento delle tasse, come ad esempio la TARES, che molti cittadini in alcuni comuni, si sono visti recapitare con giorni e giorni di ritardo, rischiando di dover pagare una sanzione per ritardato pagamento;
   tale situazione dunque penalizza fortemente i cittadini che non ricevono nei tempi giusti e garantiti la propria corrispondenza, pur essendo in atto il controllo qualità con cui Poste Italiane garantisce lo standard del servizio e che costa ai cittadini circa 300 milioni di euro, ed un ulteriore verifica di un controllore esterno, che l'AGCOM ha affidato alla IZI Spa al costo di 1,2 milioni di euro, per verificare se Poste Italiane si comporta in modo conforme al contratto, pena il pagamento di sanzioni che possono arrivare a svariati milioni di euro;
   nonostante i suddetti disservizi l'AGCOM il 19 dicembre 2013 ha deliberato la possibilità da parte di Poste Italiane di aumentare le tariffe entro il 2016, in alcuni casi fino al 50 per cento;
   Poste italiane, i cui bilanci dal 2004 al primo semestre 2013 vedono 7 miliardi e 205 milioni di euro di utile, si colloca, per redditività, tra i primi operatori mondiali nella logistica, un'azienda di servizi ad alto valore aggiunto, con un assetto finanziario, solido e sano: 5,65 miliardi di euro di patrimonio netto, di cui 2,53 di disponibilità liquida e che tale situazione finanziaria ha permesso all'azienda di deliberare l'investimento di 75 milioni nel capitale di Alitalia, senza i quali, Alitalia avrebbe dovuto mettere a terra i voli proprio nel bel mezzo delle festività natalizie;
   tra l'altro per portare a termine l'operazione Alitalia il presidente Giovanni Ialongo, il cui stipendio si aggira attorno ai novecento mila euro annui, ha dovuto riunire in data 20 novembre 2013 l'Assemblea degli azionisti di Poste italiane per deliberare una modifica dello statuto che includesse nell'oggetto sociale anche i servizi di trasporto aereo, allontanando dunque sempre più l'azienda dal suo business core che, a parere degli interroganti, deve rimanere quello della gestione del servizio postale universale. In tal senso è da evidenziare che l'amministratore delegato di Poste italiane, Sarmi, il cui stipendio si aggira attorno al milione e mezzo di euro annui in carica dal 2002, in questi anni ha portato i bilanci dell'azienda in attivo, privilegiando però il lato bancario e finanziario oltre che commerciale (come dimostra empiricamente il fatto che negli uffici postali quasi tutti gli sportelli sono finanziari e di solito uno solo è destinato ai servizi postali), trascurando invece del tutto quella che è la mission dell'azienda, come confermano anche i tagli di filiali locali (settecento uffici chiusi in due anni) –:
   se e come intendano favorire, per quanto di competenza, l'attivazione di un tavolo di concertazione tra Poste Italiane, RTI SELEX ES Spa – PH FACILITY SRL, STAC ITALIA, LOGOS e le organizzazioni sindacali, al fine di trovare un'intesa che salvaguardi l'occupazione e/o la riallocazione dei circa 270 lavoratori;
   quali iniziative intendano assumere per promuovere nei limiti di competenza un miglioramento dei bandi di gara di Poste Italiane, al fine di identificare non solo i fornitori migliori a livello economico ma, anche e soprattutto, dal punto di vista di capacità e attinenza della mansione richiesta;
   se si intendano attivare le previste sanzioni, fino ad ora mai irrogate, nei confronti di Poste italiane;
   se i Ministri ravvedano la necessità di consentire l'incremento delle tariffe postali, mentre aumentano i disagi per i clienti di Poste italiane e nonostante le finanze di Poste italiane risultino in buona salute;
   se i Ministri intendano intervenire sul finanziamento con i soldi di Poste italiane alla compagnia privata Alitalia operazione che, ancora una volta, carica sulle spalle dei cittadini italiani il prezzo dell'incapacità gestionale dei dirigenti della compagnia aerea. (4-03185)