giovedì 13 marzo 2014

Poste Italiane, in attesa del rinnovo, Sarmi ristruttura: a casa trenta dirigenti


Azzerato il gruppo di lavoro che ha permesso alla società pubblica di archiviare l'esercizio 2013 in utile per oltre un miliardo

Squadra che vince non si cambia. Ma non in Poste Italiane dove nei giorni scorsi trenta dirigenti della struttura manageriale centrale si sono visti consegnare altrettante lettere di licenziamento. Si tratta di un vero e proprio azzeramento del gruppo di lavoro che ha permesso alla società guidata da Massimo Sarmi di archiviare l’esercizio 2013 in utile per oltre un miliardo grazie allo sviluppo delle attività della compagnia assicurativa Poste Vita. Che ci fosse aria di ristrutturazione era già chiaro ad inizio febbraio quando il governo di Enrico Letta ha iniziato a parlare con insistenza di privatizzazione.
Ed è stato proprio nel momento in cui si iniziavano a delineare i dettagli del collocamento in Borsa che i manager hanno iniziato a tremare. Il riassetto delle poltrone manageriali, che alle Poste va di pari passo con una forte precarizzazione del personale meno specializzato, ha però di recente subito una accelerazione in seguito al cambio di governo e all’arrivo del premier Matteo Renzi. Con il colpo di scena dei trenta licenziamenti in blocco tra le fila dirigenziali. Non resta che chiedersi se Sarmi, che con Letta aveva stretto un patto di ferro legato a doppio filo con l’adesione di Poste al salvataggio Alitalia, non sia lui stesso in uscita. Con Mario Greco, attuale amministratore delegato delle Generali, indicato anche dal Sole 24 Ore come possibile successore.

Il fatto Quotidiano



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